Perché medicina e territorio

Oggi il territorio, a parole, é al centro dell'attenzione dei politici e degli amministratori del Servizio Sanitario Nazionale. La medicina generale, da sempre alla prese con le criticitá del "territorio", dovrebbe essere il fulcro di tutto. Questo blog , perciò, vuole porsi come luogo di stimolo, di controllo, di esposizione dei fatti e di opinioni di parte (la medicina generale). Vuole interagire con quanti, interessati da questa "riforma" , vogliono condividere le proprie aspettative ,le proprie ansie , le proposte ,le denunce e non sono disposti ad essere considerati come semplici pedine. PARTECIPA SU FACEBOOCK (https://it-it.facebook.com/ ); ISCRIVITI AL GRUPPO " MEDICINA DEL TERRITORIO" SEGUI SU TWITTER : @Med_Territorio

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giovedì 27 settembre 2012

Decreto Balduzzi: convocato il consiglio nazionale Snami per il 29 settembre 2012

Sabato 29 settembre 2012 lo Snami ha convocato il Consiglio nazionale ad Ostia Lido ( Roma) presso l'Airport Palace Hotel in viale dei Romagnoli, alle ore 10,00 per discutere con i quadri nazionali, regionali e provinciali, del Decreto Balduzzi, al fine di dare una risposta chiara, forte e precisa a questo decreto che sta minando alla base il,rapporto di fiducia medico -paziente.
Il Consiglio Nazionale elaborerá una proposta alternativa, che verrá presentata nelle opportune sedi.
Sará nostro compito relazionare. La sezione provinciale sará rappresentata ai massimi livelli; così come la regione Campania.
La segreteria.

mercoledì 26 settembre 2012

Conferenza Stato-Regioni: boccia la riforma delle cure primarie. Per il segretario FIMMG h24 a costo zero!


Sanita': Colozzi (Regioni), Dl Balduzzi e' privo copertura finanziaria
26 Settembre 2012 - 16:50
(ASCA) - Roma, 26 set -

"Abbiamo bocciato il decreto legge sulla sanita' perche' alcune parti del provvedimento sono prive di copertura finanziaria". Lo ha spiegato il coordinatore degli assessori regionali agli Affari Finanziari,

Romano Colozzi, uscendo dalla riunione della Conferenza Stato-Regioni.Colozzi ha chiarito che il governo "vuole coprire l'apertura h24 degli ambulatori con la riorganizzazione ospedaliera, dimenticando che quei fondi non basteranno a coprire nemmeno una parte degli 1,8 miliardi di
euro che la spending review ha riservato a questo settore per il 2013.

A questo punto la bocciatura e' inevitabile". 

Commento: 
Mentre la Conferenza Stato-Regioni , boccia il decreto sulla riforma delle cure primarie, il Segretario della FIMMG davanti alla Commissione Affari Sociali, appena ieri l'altro, afferma che l'h24 si puó fare a costo zero per lo Stato! 

sabato 22 settembre 2012

Angelo Testa : chi ha sponsorizzato un decreto che viene bocciato dall'85% dei colleghi non rappresenta, di fatto, la maggioranza dei medici.

Leggi sul nuovo sito dello Snami nazionale la posizione del Presidente Angelo Testa sul recente sondaggio, dove l'85% dei medici di medicina generale boccia il decreto Balduzzi sulla riforma delle Cure Primarie.
La Segreteria

Clikka su : Snami Nazionale

mercoledì 19 settembre 2012

Decreto Balduzzi: l'85% dei medici di medicina generale lo ritiene irrealistico. Un sondaggio scientificamente condotto lo sancisce. Con buona pace di chi dichiara il contrario!


18 SET - Garantire l'assistenza territoriale 24 ore al giono per 7 giorni alla settimana è un obiettivo non "realistico" e non "fattibile". La pensa così l'85% dei medici intervistati nell'ambito di un'indagine realizzata da Health Monitor CompuGroup Medical, un'iniziativa di CompuGroup Italia in sinergia con Il Sole-24 Ore Sanità, e riferita alle disposizioni per il riordino delle cure primarie previste dal decreto legge Balduzzi all'esame del Parlamento.

A rincarare la dose arriva un altro 79% dei 2.010 medici intervistati (1.591 medici di medicina generale e 419 pediatri di libera scelta) che è convinto che la sanità sul territorio non sia in grado di assorbire la mancanza di posti letto ospedalieri causata dalla spending review.

Scetticismo anche per quanto riguarda le aggregazioni monoprofessionali e la figura del referente-coordinatore, mentre per quanto riguarda le forme organizzative multi professionali esse sono giudicate positivamente perché rappresentano uno strumento per integrare le varie professionalità presenti sul territorio.

Dubbi anche sul ruolo unico. Solo il 38% degli intervistati dice di apprezzarlo, mentre il 42% lo boccia. Per quanto riguarda il distretto, se il 46% lo ritiene il luogo ideale di riferimento, c’è anche un buon 40% che non la pensa così.

Per quanto riguarda invece il passaggio alla dipendenza dei medici del 118, lo ritiene obbligatorio il 39% degli intervistati. Non avvertita come necessità anche la ristrutturazione del compenso, per il 47% distinguere tra remunerazione dell'attività e i fattori di produzione non migliorerebbe il servizio.

Ma allora cosa bisognerebbe fare per migliorare l’assistenza sul territorio? Per gli intervistati servirebbe aumentare il personale (infermieri e collaboratori di studio), potenziare la diagnostica di base negli ambulatori e rivedere il sistema di formazione. Ma se dal sondaggio emergono divergenze e dubbi su dio un aspetto i medici intervistati sembrano essere unanimi: il tavolo delle convenzioni va riaperto immediatamente

Commento :

Questo sondaggio mette in risalto il distacco che esiste fra i vertici di alcuni sindacati e la loro base, anche se sono sindacati maggioritari. 
La segreteria

giovedì 13 settembre 2012

Riforma Balduzzi: cosa nasconde? Comunicato stampa del Presidente SNAMI

La riforma Balduzzi, partorita a Ferragosto, assieme al farmaco generico "imposto" ai medici prescrittori, e accompagnata da una campagna mediatica degna di miglior sorta, in realtà nasconde  il tentativo, ormai evidente, di sottofinanziare il SSN. Collegati al sito : Snami Caserta , clikka su "news" per leggere il duro comunicato stampa del presidente Angelo Testa. 
Leggi la verità scomoda che i mass media non dicono.
Si ricorda che lo SNAMI ha convocato il Consiglio Nazionale ad Ostia Lido ( Roma ) per il 29 settembre, proprio per discutere sulle iniziative da prendere per contrastare questa "controriforma" sanitaria che, per il Sindacato, prelude ad un smantellamento del SSN, così come lo conosciamo.
La Segreteria 

sabato 8 settembre 2012

Senza parole! Sentite questa intervista sulla riforma delle Cure Primarie.

 Vi invitiamo ad ascoltare l'intervista del Segretario della FIMMG sul link segnalato sotto. Non si parla di contratti, ne di miglioramenti. Ma solo di più lavoro con soldi che arriverebbero dalla ristrutturazione della medicina generale (?). Nell'immediato a costo zero ( per chi?). Si potrà chiamare il medico alle tre di notte per farlo venire a casa..... Si tratteggia la medicina di iniziativa come panacea ( e il budget che prevede il decreto Balduzzi e caldeggiato dalle Regioni?) e.... dulcis in fundo...... Siamo già pronti ( !?) a fare ECG, ecografia e altri esami !
A voi i commenti.
La segreteria Provinciale

link:

http://video.repubblica.it/cronaca/milillo-l-ecografia-si-fara-dal-medico-di-base/104476/102856

giovedì 6 settembre 2012

Riforma Balduzzi: emanato il decreto legge sulla riforma sanitaria. Populismo spicciolo per distrarre gli italiani dai veri problemi del Servizio Sanitario. SNAMI : leggi il duro comunicato stampa del Presidente. Il Sindacato convoca il Consiglio Nazionale per il 29 settembre prossimo.

Il Governo "tecnico" è riuscito in un altra grande impresa. Ha emanato un decreto con il quale viene praticamente distrutta la figura del medico di famiglia per dar vita a dei grupponi, nei quali i medici di medicina generale dovrebbero assicurare un servizio h24 senza attrezzature ed investimenti adeguati. Il tutto per coprire il vero dramma della Sanità: il drammatico sottofinanaziamento che si tenta di sopperire con questi panni caldi, dando in pasto all'opinione pubblica un presunto grande cambiamento. Cambiamento che non sposta di un solo centimetro la politica dalla stanza dei bottoni e che, nei fatti, conferma il quadro desolante del nostro servizio sanitario.
Lo SNAMI ha sempre detto no a questa pseudo riforma e, al fine di concordare una battaglia per la difesa della salute dei cittadini e dei diritti dei medici, ha convocato il proprio Consiglio nazionale ad Ostia Lido, presso l'Airport Palace Hotel, per il 29 settembre p.v.
Di seguito riportiamo il comunicato stampa del nostro presidente nazionale Angelo Testa.
La Segreteria Provinciale





venerdì 31 agosto 2012

In una lettera indirizzata ai colleghi della medicina generale il presidente Angelo Testa critica la riorganizzazione del territorio paventata dalla bozza del decreto Sanità e invita i camici bianchi alla ‘lotta’ evidenziando come il problema sono “i tempi di attesa e la ricerca del tutto subito e gratis”

. 

Ecco il testo della lettera del presidente Snami Angelo Testa indirizzata ai medici di medicina generale:

Cara Collega, Caro Collega,

Ti scrivo questa lettera in un momento di grande crisi economica e di valori.
La difficoltà oggettiva di poter investire per la programmazione sanitaria non deve portare il Governo a distruggere quanto di buono era stato costruito e faticosamente mantenuto nel nostro paese.
Voglio parlarti non come Presidente di uno dei più grandi sindacati d'Italia ma come collega, che giornalmente vive la professione, non avendola abbandonata come molti che si sono dedicati al sindacalismo.
Come te vivo quotidianamente le difficoltà di una professione sempre più burocratizzata, dove la selvaggia riduzione dei servizi ospedalieri ha riversato sul territorio dei pazienti che si rivolgono a noi quale unico punto di riferimento di una sanità malata che tanti medici cercano di tenere in piedi con impegno e dedizione, anche oltre i compiti istituzionali.
Ci viene detto che i codici bianchi che affollano il pronto soccorso sono segno della nostra mancata presenza, omettendo colpevolmente di sottolineare che il problema sta a monte e cioè nella lungaggine dei tempi di attesa e nella ricerca del tutto subito e gratis.
Allora perché non far pagare veramente le prestazioni inutili? Perché il collega del pronto soccorso invece di visitare il paziente e di rimandare ad un secondo tempo gli accertamenti non urgenti, come saggiamente noi facciamo giornalmente, fa fare di tutto e di più anche per una semplice emicrania?
Sul territorio per quante bronchiti chiediamo un rx del torace? Per quante bronchiti viene effettuata una lastra in ps? La risposta la conosciamo già.
Non sono contro le aggregazioni, sono contro l'aggregazione forzata, anche nella considerazione che alcune situazioni vanno bene in un certo contesto e male in un altro e nessuno meglio del medico di famiglia conosce le peculiarità del territorio e come ci si deve organizzare.
Non sono contro il ruolo unico, sono contro il ruolo unico che ci viene propinato, dove tutti dovrebbero fare tutto per cui non ci sarà più differenza tra la continuità assistenziale e la medicina di famiglia.


Cara Collega, Caro Collega,

ti chiedo di aiutarmi.

Di aiutare i colleghi che con me sono impegnati ogni giorno per salvare il nostro lavoro.
Creiamo insieme le condizioni perché capillarmente in periferia i Medici prendano piena coscienza di chi cerca di tutelare il loro lavoro e chi assume costantemente penose posizioni di accondiscendenza. Interviste anche sulle testate nazionali e prese di posizione pubbliche dimostrano che qualcuno dice sempre si alla parte pubblica dichiarando che la Medicina generale è pronta al cambiamento, in questo caso prona a subire le schifezze che ci vorrebbero propinare. Aiutateci ad evidenziare ciò ai colleghi perché realizzino pienamente in quale imbuto vogliono incanalarci.
Noi dello Snami combattiamo perché il cittadino abbia una sanità più equa e più adeguata ai suoi bisogni, reali e non percepiti.
Ma soprattutto la battaglia è per noi Medici perché dobbiamo salvare noi stessi per difendere la sanità territoriale ed evitare che venga definitivamente demolita.
Siamo aperti a quei Colleghi e a quelle associazioni che vorranno unirsi a noi in questo autunno caldo.
Noi siamo pronti alla lotta. E Voi?

Angelo Testa
Presidente Nazionale dello SNAMI


A cura dell'Addetto Stampa Nazionale
Domenico Salvago

martedì 28 agosto 2012

Snami a Balduzzi: no a riforma. Richiesta incontro urgente. Comunicato stampa del Presidente Testa

ASCA) - Roma 28 ago - Il Sindacato nazionale autonomo medici italiani chiede un incontro urgente al ministro della salute dopo gli annunci della stampa in cui si preannunciano stravolgimenti ''epocali'' per la medicina di famiglia da parte del Governo. ''Nonostante i nostri comunicati stampa, le lettere ufficiali e le mie interviste sul tema - afferma Angelo Testa, leader dello Snami - leggo che il ministro avrebbe incassato il parere positivo dei Sindacati per portare a compimento la sua 'crociata' sulla Sanita'. Da parte dello Snami assolutamente 'no'. Non possiamo far cordata con chi dice sempre si, e' favorevole al budget e pensa ad un medico automa che lavora come un forzato.

Evidentemente le nostre posizioni, assolutamente inequivocabili, non piacciono e pur non prestandosi a distorsioni ed a interpretazioni si vorrebbe facessero parte del coro che plaude ai sette giorni su sette, ventiquattro ore al giorno. Lo ripeto una volta ancora. Lo Snami e' contro i grupponi dove forzosamente vengono collocati i medici, ancora una volta ribadiamo che le disfunzioni del Pronto Soccorso non dipendono dalla Medicina Territoriale e che si e' voluto trovare solamente un facile capro espiatorio''.

''Ribadisco - aggiunge Testa - che si vorrebbero creare strutture dove aggregare varie figure mediche senza che ci sia la necessaria copertura economica. In buona sostanza si stanno ponendo in essere un domino di elementi di distrazione populistici ma inattuabili, rischiando di distruggere un Sistema sano che ha necessita' di confronto e non di 'leggi speciali'''.

''A chi grida in questi giorni 'addio vecchio medico di base' - conclude Testa - noi rispondiamo che il nostro impegno e' e sara' massimo a smascherare le criticita' ed eventuali interessi che ci sono dietro queste pseudo rivoluzioni e chiediamo al ministro di incontrarci al piu' presto per illustrargli nel dettaglio quanto da tempo denunciamo''.

Pasquale Orlando

Grande riforma della medicina generale. Kolkotz dei Medici e morte del medico di famiglia. Critica alla riforma dal punto di vista tecnico e politico.

In una recente intervista il Ministro Balduzzi ha dichiarato che sta lavorando, con i sindacati, ad una rimodulazione del lavoro della medicina generale in modo da ottenere la presenza sul territorio di MMG h24 per rispondere alle urgenze , con riduzione degli accessi impropri ai P.S. Come al solito si continua in questa fissazione di voler cambiare il modo di lavorare della medicina generale. La logica è quella di volerla piegare a fare da tappabuchi alla inevitabile carenza di ospedali  che verrà fuori dai tagli inevitabili alle strutture ospedaliere. Strutture la cui sopravvalutazione è colpa esclusiva della politica e della sua incapacità di pensare in termini di servizio, nonostante tre riforme sanitarie ( 502/92, 517/93 e 229/99) fatte per riportare con "i piedi per terra" il nostro SSN. Servizio estremamente politicizzato , autoreferenziale e monopolista che, di fatto, ha permesso alla politica, in generale, di controllare una formidabile macchina di consenso sociale, economico ed elettorale. Uno dei difetti principali di un SSN basato sulla fiscalità generale ( tipo Beveridge) come il nostro, è la mancanza di controlli indipendenti. Infatti la Regione autorizza, gestisce attraverso le nomine dei managment della AASSLL e controlla al tempo stesso le prestazioni e impone le regole, sia al pubblico che al privato. Questo stato di fatto provoca irresponsabilità politica, con scarsa propensione al controllo della qualità delle  prestazioni. Tutto va bene   ( panta rei, come direbbero i filosofi greci) quando non c'è necessità economica. Non è più sostenibile quando c'è bisogno di razionalizzare le spese con la necessaria introduzione di misuratori di performance e finanziamenti finalizzati. Per poter funzionare, questo tipo di rimodulazione  ha bisogno dell'introduzione di una netta separazione fra il momento programmatorio, quello gestionale e di controllo delle performance. Di tutto ció non c'è traccia nelle varie proposte. Neanche fra i tecnici che ci governano. Il motivo è semplice. Con questa modalità di riforma la politica perderebbe il controllo. Dovendosi misurare, sul serio, con l'effettiva capacità di erogare i servizi ai cittadini e non con la gestione clientelare a cui è abituata. In tutto ció è meglio lasciare le cose come stanno, chiudendo laddove non se ne può fare a meno le strutture obsolete, scaricando sulla MG le prestazioni che si deospedalizzano. Da qui la necessità di "ospedalizzare" il territorio con la creazione di mega-gruppi che dovrebbero rispondere alle necessità del territorio. Si illudono i cittadini che, in questo modo, si potenziano addirittura i servizi. Non si ha nemmeno il pudore di dire che  dei necessari investimenti, per rendere quantomeno operativi questi " iatro-kolkotz", non c'è traccia; se non in qualche piano regionale per lo più in fase sperimentale , per non parlare delle regioni in rientro dal debito. Anzi,  "altre figure di operatori sanitari (?!?)" saranno presenti in questi gruppi, senza menzione dell'origine dei finanziamenti !
Di queste ore, poi, le notizie e le anticipazioni di questa "grande riforma" che consiste nella riscrittura dell'art. 8 del Decr.Leg.vo 502/92 e s.m.i.; quello che stabilisce come si programma l'attività territoriale. Ebbene questo articolo, che fin dall'inizio ha visto la contrarietà dello SNAMI, non fa altro che metter nero su bianco il nostro "contratto". Nonostante che alcuni "grandi sindacalisti" e "grandi società scientifiche" esultino, resta intatto il grido di allarme dello SNAMI.
Infatti questi colleghi, non vedono, o, peggio, fanno finta di non vedere, alcune evidenti "storture" ed obbrobri.
Il primo obbrobrio è la scelta del decreto legge che , sotto le forche caudine della fiducia che, sicuramente, verrà posta per la votazione del provvedimento, all'atto della conversione in legge, vedrà passare questo provvedimento. Questo impedirà qualsiasi dialettica e qualsiasi  confronto serio sui contenuti di questa riforma.
Il secondo obbrobrio è la cancellazione , tout court, della Continuità Assistenziale, edulcorata dall'introduzione del "ruolo unico". Non si vede perchè, infatti, le regioni, seguendo una logica strettamente economica, , debbano pagare due volte per lo stesso servizio, visto che i MMG saranno "turnati" per garantire, nell'ambito del gruppone, la presenza h24, assieme, peraltro, agli specialisti e alle "altre figure" e al "coordinamento" ( ?!) con gli ospedali. Considerando che, in Italia, la media degli assistiti per medico di MG è di 1140 circa e che gli operatori di Continuità Assistenziale sono circa 14 mila, i conti sono chiari e mi meraviglio come altri non se li siano fatti!  
La stortura più evidente è la creazione, nell'ambito della convenzione, di figure "ambigue" , sorta di novelli minotauri, che avranno rapporto orario e a quota capitaria; avranno cosiddetti coordinatori ( capetti) a stipendio , ma convenzionati, in un guazzabuglio che complicherà, non poco, la vita dei colleghi. In tutto questo non è da dimenticare le legittime aspirazioni delle altre "figure mediche" che aspireranno a "dirigere" le nuove aree che, inevitabilmente, andranno dirette.
Tutto ciò per "normalizzare" non il territorio, ma per mettere sotto controllo la figura stessa del libero professionista rappresentato dal MMG che è la sola figura che si può permettere di curare e seguire il proprio paziente libero da qualsiasi condizionamento, perchè vede riconosciuta la sua professionalità   dalla fiducia che l'assistito ricambia con la scelta. Questo stato di fatto, non risponde alle esigenze di programmare la spesa, ridurre le variabili indipendenti e di conservare, al tempo stesso la direzione e la gestione "politica" della Sanità. Anche a costo di scardinare il pilastro stesso della MG, rappresentato dal rapporto di fiducia medico - paziente mediante un "ingabbiamento" del comportamento del medico in rigide direttive tipiche dei rapporti di dipendenza. Snaturando e forzando i limiti, che, saggiamente, il legislatore non aveva oltrepassato nella stesura dell'art. 48 della 833/78, con la complicità, di pseudo - rappresentanti della categoria.
Ecco quindi questa "grande riforma" che, scrivendo per legge un contratto, di fatto, marginalizza il ruolo dei sindacati, riducendo ancora di più lo spazio di garanzia dei MMG.
Eppure ci sono "grandi sindacalisti" e " grandi società scientifiche" che esultano; anzi "sposano" la riforma. Perchè ?
P, Orlando

venerdì 11 maggio 2012

Lombardia: riforma del pronto soccorso, codici bianchi agli ospedali

Alla fine, dopo tanti dibattiti e dopo tante traversie, in Lombardia è stata varata una riforma del pronto soccorso che "spalma" 7,5 milioni di euro suoi pronto soccorso che hanno più di 30000 accessi all'anno, per attivare degli ambulatori per la gestione dei codici bianchi e verdi. Inoltre la codifica dell'urgenza sará effettuata alle dimissioni con pagamento di un ticket di 25 euro per i codici bianchi. All'interno di questi ambulatori lavoreranno i medici ospedalieri e, se le direzioni generali lo vorranno, anche i medici di medicina generale. La riforma , a detta dell'Assessore alla Sanitá della Lombardia, si affianca alla gestione dei cronici ( CReGS) completando un percorso di assistenza. Adesso, i codici bianchi, non "ingolfano" più i pronto soccorso; soprattutto se portano in dote delle risorse ! Speriamo che questa riforma non sia foriera di ulteriori riduzioni di investimenti sul territorio. Leggi su www.quotidianosanita.it nella sezione " Regioni e ASL".

giovedì 19 aprile 2012

Consulta delle Regioni Torino 14 aprile 2012: documento per il riordino delle Cure Primarie - posizione SNAMI









Torino , parorama Alpi


Di seguito portiamo all'attenzione dei Colleghi il documento preparato da Domenico Salvago, Coordinatore della Consulta delle Regioni dello SNAMI, a seguito della riunione della Consulta tenutasi a Torino il 14 aprile scorso
Pasquale Orlando
Segretario Organizzativo Nazionale

Di seguito il documento:

PROPOSTA S.N.A.M.I  PER LA RIORGANIZZAZIONE SANITARIA NEL TERRITORIO E PER IL MIGLIORAMENTO DEI RAPPORTI OSPEDALE-TERRITORIO.

La Consulta delle Regioni riunita a Torino il 14 aprile 2012,riprendendo idealmente i lavori di consultazione con la base e con la dirigenza del sindacato negli incontri degli stati generali e del Consiglio Nazionale e Comitato Centrale dello scorso mese di maggio  , sentiti gli interventi dei presidenti regionali e dei loro delegati, oltre i Responsabili di settore nazionali,così si esprime:

1) Deve rimanere il rapporto duale tra il Medico ed il 

cittadino che  lo ha liberamente scelto.

2 ) Non ci può essere un unico modello di organizzazione applicabile su tutto il territorio nazionale,ma vari modelli.

3) Qualsiasi cambiamento  deve essere preceduto da una reale fase di sperimentazione per  poi andare eventualmente a regime.

4)  Le AFT ,normate in convenzione,dovrebbero
1) non prevedere l'aggregazione  forzata.
2) non prevedere un numero minimo fisso di partecipanti ma considerare le situazioni in cui  verrebbero aggregati anche Medici che lavorano a notevole distanza tra loro,per cui andrebbe introdotto il concetto dei tempi di percorrenza .

5) Le UCCP,normate in convenzione, ad esclusione di qualche isolata realtà ,sono praticamente inattuabili per mancanza di risorse e perchè  e non migliorative della attuale  Medicina di Famiglia,che ben funziona.Quando un paziente può rivolgersi a qualsiasi Sanitario di un aggregazione si snatura il rapporto con il proprio medico, aumentano i costi della farmaceutica e della diagnostica e soprattutto non migliora l'assistenza sanitaria.

6) Dovrebbe essere sviluppata la rete,con oneri non a carico del Medico,per cui i programmi gestionali di tutti gli attori della sanità,non solo del territorio,possano colloquiare tra loro.Devono viaggiare le idee ed i dati e non le persone.
Sviluppare inoltre la Telemedicina e il Teleconsulto.

7) Rafforzare, perchè largamente disattese,corsie preferenziali per esami urgenti strumentali e di laboratorio.

8) Introdurre il monitoraggio continuo del sistema.Ad esempio al momento dell'accesso in pronto soccorso di un codice verde deve essere codificato il motivo per cui non c'è stato il passaggio nel “filtro del territorio”.
Lo stesso deve valere per i codici bianchi che dovrebbero essere rimandati al proprio Medico di famiglia.

9 ) Curare la comunicazione e pubblicizzazione il corretto utilizzo dei servizi sanitari (educazione al cittadino).
Al pronto soccorso , nei reparti ospedalieri,nei poliambulatori e negli studi dei medici di famiglia  cartelli in bella evidenza in cui c'è scritto che anche l'esente ticket paga le prestazioni non urgenti.
Istituire un “ Centralino informativo” sul territorio.

10) L'offerta di salute nel territorio può essere migliorata .Aumentare  incondizionatamente l'offerta dilata la domanda e conseguenti i costi.
In generale si può calmierare la domanda anche con ticket.
Ad esempio il pz. codice bianco o verde che decide spontaneamente di recarsi al P.S. deve pagare non un ticket ma la somma dei ticket degli esami ed accertamenti effettuati .  Per  gli  accessi impropri non devono considerare esenzioni , neanche per reddito.


11) Non c'è preclusione per progetti pilota che:
1)    devono essere sperimentati seriamente prima di andare a regime.
2)    vedano la partecipazione dei Medici  essere volontaria.
3)    siano adeguatamente finanziati e i Medici devono essere pagati per la loro opera
professionale.

Esempi:
a) Progetto assistenza primaria
b) Progetto continuità assistenziale
c) Progetto emergenza territoriale

a) Progetto ADT (Ambulatori Dedicati Territoriali) per lo svolgimento della medicina di iniziativa.
Tale progetto sperimentale permetterà al cittadino di trovare l’assistenza più adeguata per alcune delle patologie croniche più frequenti.
In strutture altamente qualificanti il paziente troverà il proprio medico che lo inviterà a visita con cadenze prefissate e non viceversa.
Lo specialista, ospedaliero o convenzionato, che verrà integrato nella gestione delle patologie croniche potrà occuparsi dei casi, selezionati, di maggiore complessità.Questo permetterà l’abbattimento dei tempi di attesa ed una maggiore appropriatezza degli interventi.
Gli ADT (Ambulatori Dedicati Territoriali) vengono istituiti per lo svolgimento della medicina di iniziativa.
La partecipazione del medico alla sperimentazione è su base volontaria e verrà retribuita a quota oraria.
Gli ADT si occuperanno di trattare in collaborazione con gli specialisti di branca:
1.    Diabete mellito non insulino dipendente (diabetologi)
2.    ipertensione arteriosa (cardiologi)
3.    BPCO (pneumologi)
4.    terapia del dolore (ortopedici, fisiatri e reumatologi)
5.    altre patologie croniche
Gli ADT andranno inseriti all’interno di strutture di proprietà esclusiva del sistema sanitario regionale.
Il personale amministrativo e socio-sanitario sarà a totale carico del SSN.
Il personale infermieristico si occuperà di effettuare tutte le procedure previste dal proprio mansionario  (es. misurazione pressione arteriosa, prelievo ematico, misurazione della saturazione O2, controllo peso, altezza e giro vita, calcolo del BMT etc. etc.
I medici presenti in ADT svolgeranno anche visite ambulatoriali di urgenza per i pazienti catalogati come codici bianchi, appartenenti ai medici componenti l’ADT.



b) Progetto continuità assistenziale.
La Continuità assistenziale può integrarsi con la Medicina di famiglia per intercettare durante le ore diurne i codici bianchi e verdi  rafforzando il filtro del territorio anche per evitare accessi
impropri al pronto soccorso.Vengono pagati a quota oraria.Importante l'accesso ai dati tramite rete.

C) Progetto emergenza territoriale.
Il sistema di emergenza sul territorio si potrà avvalere di micro strutture come:  (Punti di Primo Intervento P.P.I.-  Presidi Territoriali di Emergenza P.T.E. - e Mezzo Mobile Avanzato  MSA) presenza che tenga conto degli standard minimi di attuazione e che prenda in debito conto del numero di abitanti e delle  condizioni geografiche.
Ciò favorirebbe l'integrazione con gli altri attori del territorio e con gli ospedali di riferimento, indispensabile sia per ottimizzare le risorse, che per prevenire i ricorsi impropri e i  crown nei Pronto Soccorso.


Valutate le proposte del documento del tavolo tecnico di riordino delle cure cure primarie e integrazione ospedale-territorio, la CONSULTA delle REGIONI ritenendo  che tale documento  non abbia centrato le problematiche del tema in oggetto,sia in termini dell'analisi delle criticità sia nelle soluzioni propositive , esplicita le seguenti considerazioni:

RUOLO UNICO ED ACCESSO UNICO.
Si è favorevoli se si intende per RUOLO UNICO un canale preferenziale per i Medici un comparto ad accedere ad un altro comparto della Medicina Generale.
Si è contrari se si intende per RUOLO UNICO una confusione di ruoli in un futuro dell'assistenza in cui “tutti fanno tutto”.La Continuità assistenziale,emergenza e assistenza primaria devono continuare ad avere ruoli e compiti distinti ma “integrati”.Si è contrari anche se il ruolo unico prelude alla scomparsa "tout court" della Continuitá assistenziale, come si paventa da parte di alcuni sindacati.

RISTRUTTURAZIONE DEL COMPENSO.
Lo Snami è favorevole alla distinzione fra fattori di produzione e compensi professionali. A patto che non ci sia un arretramento nella retribuzione complessiva attualmente percepita e che i fattori di produzione, ancorchè a carico o compartecipati da parte pubblica, non vadano ad incidere sulla fiscalitá complessiva del singolo convenzionato. Inoltre bisognerà studiare un percorso legislativo che esenti i medici di medicina generale dalla ulteriore imposizione dell'IRAP, in linea, del resto, con la giurisprudenza attuale."
Si è perplessi inoltre nell'ipotesi in cui si pensi di fornirci direttamente personale e strutture.


martedì 10 aprile 2012

Medicina Generale : siamo alla svolta?

Care Colleghe e Colleghi,


spero che abbiate trascorso una serena Pasqua, perchè, al di là, della pausa, le problematiche che attanagliano la Medicina Generale nel nostro Paese sono sempre lì e, con il trascorrere del tempo, la categoria tutta è sempre sotto attacco. Purtroppo è sempre più evidente che il Territorio, a parole da rivalutare, è invece una preda ambita da altre figure che, complice la crisi economica e , diciamolo francamente, la nostra paura di affrontare le problematiche, tentano di entrare da protagoniste nel nostro campo di azione. La stessa Conferenza Stato - Regioni, sta valutando una ristrutturazione che ci posizionerà, non al centro degli interessi dei pazienti, ma a quello degli interessi del SSN. Ormai non c'è fine al peggio. Tutti tentano di dirci che cosa dobbiamo fare e come. Politici, nazionali e regionali, sindacati dei dipendenti, associazioni dei pazienti e sindacati delle professioni sanitarie. Lo scopo, a parole di difendere i pazienti, è chiaramente quello di occupare spazio a scapito del lavoro della medicina generale. Molte regioni, anzi, hanno iniziato a "spacchettare" la nostra attività, affidando a terzi, come nel caso dei Gregs lombardi e del "cronical care model" toscano, le cure dei cronici che dovrebbero essere al centro della nostra attività di medici di medicina generale. 
Di fronte a tutto ciò assistiamo a varie reazioni che vanno dalla semplice denuncia alla proposta di modelli, addirittura autofinanziati, di altre note sigle.
Di seguito riporto delle considerazioni, già sottoposte all'attenzione di molti di voi, che, credo, non abbiano perso di significato.
In questi momenti di crisi economica, vengono fuori i veri difetti intrinseci di tale sistema ( SSN finanziato con la fiscalità generale- modello Beveridge-); che sono:

1) Conflitto di interessi dello Stato;
2) Autoreferenzialità;
3) Assenza di effettivi controlli.

Il primo punto è determinato dal fatto che lo Stato è, al tempo stesso, programmatore, controllore ed erogatore dei servizi. Siccome lo Stato, vuol dire politica, si capisce il senso di tale osservazione:
Il secondo punto è, anch’esso, figlio del primo. Considerando, appunto, che c’è un conflitto di interesse dello Stato, gli obiettivi e le finalità degli interventi,, sono misurati ed approvati da organismi interni che sono , appunto, autoreferenziali. Non c’è un Autorità indipendente che li giudica, con le evidenti distorsioni che tutti noi vediamo.
Il terzo punto, escluso controlli contabili, è sotto gli occhi di tutti, laddove si considerano l’assenza di controlli sulla effettiva efficacia della spesa in termini di appropriatezza sanitaria degli interventi programmati. Infatti, come accennato sopra, i controlli sono solo di ordine contabile , in ciò esaurendosi, per il legislatore, il controllo di congruenza sulla spesa programmata. Nemmeno si chiedono se , con quei soldi programmati ( e immancabilmente spesi!) si è reso un effettivo servizio ai cittadini in termini di rapporto costo/beneficio.

Questi difetti, sono stati oggetto delle tre riforme ( 502/92, 517/93 e 229/99) che si sono succedute dal 1992. Data importante. Infatti è in quell’anno che viene firmato il famoso trattato di Maastricht che fissava le tappe per la costituzione della moneta comune europea, chiedendo, già da allora, maggior rigore nelle finanze di ogni singolo Paese. Il trattato individuava , anche nel welfare , una campo nel quale fare pulizia in termini economici. In Italia, come detto sopra, di welfare avevamo solo la Sanità. Già allora fonte di sprechi, clientelismo e politicizzazione. Nacquero così le Aziende sanitarie.
Dopo quasi vent’anni i difetti sono restati gli stessi. Nel frattempo, cosa hanno fatto i sindacati medici? Questa è la domanda alla quale dobbiamo una risposta. Analizzando “freddamente” i fatti dobbiamo distinguere due tipi di atteggiamento.
Il primo che definiremo “collaborazionista” parte dalla constatazione che il medico è un ingranaggio del sistema che, nell’ottica aziendale, deve produrre salute attenendosi agli obiettivi fissati dal governo. Tanto vale tirar fuori i maggior vantaggi possibili, senza stare a guardare tanto per il sottile cosa si fa. L’importante è non perdere i vantaggi economici.
Il secondo che definiremo “ costruttivo” parte dal presupposto che il medico è il centro del sistema e, quindi, è giusto essere renumerati per il proprio lavoro , in rapporto alle proprie capacità, in piena autonomia, senza, per questo, comunque chiamarsi fuori dal sistema che, riformato in senso aziendale, richiede competenza, efficienza ed efficacia.
Fin’ora il primo atteggiamento ha permesso una retribuzione, almeno per la medicina generale, avulsa da obiettivi e da rapporti di efficacia. I medici sono stati renumerati per compiti sempre più burocratico-assistenziali che non hanno mai messo alla prova, sul serio, le capacità professionali, in una comoda routine quotidiana da travet. Il problema è che, con la crisi economica, il livello politico ha messo in discussione questo modello ( collaborazionista) chiedendo conto di quanto si andava operando nel territorio che, improvvisamente, è diventato il posto sul quale programmare gli interventi, nel tentativo di ridurre il peso preponderante degli investimenti nelle costosissime strutture ospedaliere. Da qui, la spinta maggiore sulla privatizzazione del contratto e la divisione, famosa, della retribuzione nel 70 – 30; introducendo, per la prima volta, dei meccanismi di retribuzione ad obiettivi.
Il secondo atteggiamento ( costruttivo) che ha visto, da sempre ,lo SNAMI quale fautore; difficile da seguire, perché impegnativo per i colleghi e, perché, difende la dignità professionale del medico, ritenuto, a ragione, il centro del sistema, adesso sta emergendo e, proprio, quando un impostazione costruttiva potrebbe essere l’arma vincente, assistiamo ad una sorte di “depressione collettiva” che rende i colleghi refrattari a qualsiasi forma di proposizione attiva e cosciente.
Eppure Anzalone ci ha insegnato proprio questo. Mettere in discussione se stessi per essere valutati per la propria capacità professionale.
Ovviamente le proprie capacità si misurano con l’inserimento del medico nel sistema nel quale lavora, premiandone la professionalità, senza dimenticare lo scopo del SSN.
Non vedo, quindi, alcuna contraddizione fra l’insegnamento di Anzalone e il voler elaborare modelli che permettano alla Medicina Generale di riappropriarsi del territorio. Altrimenti siamo destinati alla marginalizzazione.
I modelli che i vari Stati, meglio varie realtà regionali europee, stanno adottando puntano tutti sulla valorizzazione del territorio, in un ottica di valutazione costo/beneficio, abbattendo il tabù del divieto di competizione fra pubblico e privato, purchè ciò porti all’efficienza degli interventi sanitari, senza mettere in discussione l’universalità dell’accesso al sistema e la libertà della scelta del luogo di cura.
Questi modelli vedono, per esempio in Italia, la Lombardia e la Toscana, rispettivamente con i CREG e il Cronical Care Model, dei primi tentativi di razionalizzare l’assistenza alle cronicità. La tragedia è che questi modelli vedono la medicina Generale fuori da questa programmazione! E’ sintomatico che, invece di valorizzare la medicina generale, le regioni la saltano completamente. Probabilmente, oltre che da considerazioni banalmente politiche, la medicina Generale si è fatta fuori da sola. Essa , seguendo il modello “collaborazionista” si è richiusa nelle costituende AFT e UCCP, dove si punta solo ad improbabili carriere, fine a se stesse e buone solo per i più scaltri. Ovviamente, laddove tali strutturazioni sono partite. Nelle altre realtà vedo un futuro ancora più nero.
In questi modelli prevale la logica che sarà il cittadino che porterà i finanziamenti alle strutture deputate all’assistenza. Queste strutture, infatti, verranno renumerate con una quota prestabilita, a fronte di determinati compiti ( assistenza ai cronici, per esempio). La quota, ovviamente, rappresenterà una certezza per gli amministratori che, in tal modo, potranno contare, già alla base, su sostanziosi risparmi. Il cittadino poi, farà il resto. Infatti a seconda quale struttura premierà con la sua scelta, determinerà la sopravvivenza, o meno, della struttura stessa. E’, quindi, mantenuto il rispetto dell’universalità e della libera scelta del luogo di cura.
In altre realtà regionali europee, si è addirittura passati oltre ( Spagna). Abbiamo anche le Cure primarie finanziate con una quota capitaria complessiva. Quindi l’Assistenza Primaria, l’urgenza e la specialistica devono misurarsi con una risposta complessiva ai bisogni sanitari del territorio alle cure primarie, appunto. Questo significa collaborazione fra le figure operanti e presa in carico dell’assistenza sanitaria del territorio che risolva, il più possibile, le problematiche di primo livello sul territorio riducendo il ricorso alle cure ospedaliere. Dai dati, ormai consolidati da circa 5 anni, il servizio funziona e piace alla popolazione ed, anzi, rafforza il rapporto di fiducia medico-paziente. Ovviamente ciò si confronta anche con un notevole risparmio per il SSN, in quanto il finanziamento pro capite ( per abitante /anno del territorio)è predeterminato .
Queste esperienze, soprattutto la seconda, hanno alla base una sfida. Quella della presa in carico , a livello del territorio, di funzioni che, fino ad ora, erano esclusive degli ospedali. Parlo delle cure delle cronicità medio-complesse, delle urgenze ( codici bianchi e/o verdi), delle prestazioni specialistiche in stretta collaborazione con la Medicina Generale. In una parola la riappropriazione del ruolo centrale della Medicina Generale che non può più ignorare le cresciute esigenze in termini di cure e di approccio alle malattie. Una rivalutazione professionale dei medici di medicina generale che devono mettersi in discussione, giorno per giorno e misurarsi professionalmente.
Possiamo discutere del come fare “sistema”. Ma non possiamo più ignorare quello che sta succedendo. L’alternativa è il declino della Medicina Generale così come la conosciamo. Se noi “fuggiamo” dal territorio, altre figure, o peggio, organizzazioni, spacchetteranno il nostro lavoro e noi, nella migliore delle ipotesi, finiremo per accentuare di più il nostro lavoro puramente burocratico a servizio,n on del paziente, ma di altro.
Il nostro sindacato, a mio avviso, deve trovare la strada per far fare “sistema” alla medicina generale, coniugando difesa della professionalità del medico, del rapporto duale medico-paziente e, al contempo, raccogliere la sfida che viene lanciata al territorio. Deve, cioè, identificare una strada sulla quale costruire un idea alternativa alla FIMMG, ma che, al contempo, abbia il coraggio di accettare il rimettersi in discussione professionalmente, al fine di riappropriarci del territorio.
Su questo noi dobbiamo, a mio parere, discutere al nostro interno. Perché se non costruiamo qualcosa di alternativo ed importante, la nostra militanza sindacale non avrà avuto un fine. Non c’è più spazio per chi tira a campare fino alla pensione; non è questa la mia idea. Anche perché, oltre a fare un cattivo servizio a noi stessi ( almeno per me) lo faremmo ai giovani colleghi ai quali, continuando su tale strada consegneremmo un futuro da sottopagati e paria del SSN.
A Torino, il 14 aprile, la Consulta delle regioni del nostro sindacato, con l'esecutivo e i responsabili nazionali dei settori della medicina generale, come da mandato del comitato centrale e del consiglio nazionale del 31 marzo e 01 aprile scorsi, inizierà un confronto costruttivo per dare una risposta unitaria alle nuove sfide. Esserci è essenziale.
Diamoci da fare per elaborare idee e dare risposte.

Pasquale Orlando
Segretario Organizzativo nazionale SNAMI


martedì 3 aprile 2012

Torino 14 Aprile 2012: Consulta delle Regioni per risposta h 24

Nel corso del Comitato centrale del 31 marzo scorso e del Consiglio nazionale del 01 aprile scorso, è stato deciso di affidare alla Consulta delle Regioni, composta dai Presidente Regionali, coadiuvata dai responsabili dei Settori della Medicina Generale ( Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale, Emergenza territoriale - 118 e Medicina dei Servizi) in collaborazione con i componenti dell'esecutivo nazionale, l'elaborazione della piattaforma dello SNAMI in risposta alla problematica delle h 24. Il tutto partendo dai cinque punti programmatici che sono stati elaborati nella riunione degli Stati generali della Medicina Generale del 17 marzo scorsi. Il collega Domenico Salvago, in ottemperanza a quanto deciso ha già convocato la Consulta delle Regioni , integrata come indicato sopra, per il giorno del 14 Aprile 2012, a Torino. 
I cinque punti li trovate nell'archivio per argomenti alla voce : Roma 17 marzo 2012 stati generali della MG, in questo blog.
Pasquale Orlando

venerdì 30 marzo 2012

Antonio Merola : riflessioni sul riordino delle cure primarie e territorio

Riceviamo e pubblichiamo, con piacere, le seguenti riflessioni del collega Antonio Merola, responsabile della Continuità Assistenziale della Provincia di Caserta che sono condivisibili e gettano le basi per una discussione serena e al passo con le necessità dei tempi, nel segno del pragmatismo,senza lasciare spazio ad inutili posizioni vecchie e retoriche. 
Pasquale Orlando


Di seguito le riflessioni:



E’ di ieri la notizia (http://milano.notizie.it/emergenza-guardia-medica/)  che dopo il bando della Regione Lombardia per l’assegnazione del monte ore, servono almeno altri 300 medici “di continuità assistenziale”, oltre i 70 che si sono resi disponibili. Risibile il commento del Responsabile Cure Primarie dell’ASL milanese, per il quale “sono pienamente operativi, sino alle 24, tre laboratori ed è bene sapere che ci si rivolge alla guardia medica solo in sostituzione del proprio medico e non per prestazioni che sono, più adeguatamente, assicurate nei Pronto Soccorsi cittadini …”, poi si dice che si intasano i Pronto Soccorsi …
Proprio oggi, su “l’Espresso”, il Presidente della “Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale”, sen. Ignazio Marino, scrive che “la medicina d’urgenza assorbe metà dei fondi della sanità. Ma troppo spesso viene utilizzata anche per lievi malori. E’ urgente invece organizzare una rete di ambulatori di base per gli interventi minori”.
Come già sottolineato da un precedente studio del nostro Segretario Organizzativo Nazionale SNAMI, dr. Orlando, e come citato nello steso articolo dal sen. Marino, è necessario superare il sistema “Beveridge”: la Gran Bretagna già nel 1942 aveva immaginato un servizio sanitario nazionale accessibile a tutti, appunto il sistema di sir Wiliam Beveridge, basato sulla fiscalità generale (cfr. “il futuro del welfare sanitario”, Pellissero-Scuderi, IBL libri, Dic. 2011). Tale sistema fu adottato anche in Italia con la Legge istitutiva del SSN (833 del 1978). Dopo più di 30 anni, proprio dall’Inghilterra arriva il de profundis di tale sistema, attualmente infatti il sistema “Beveridge”  essendo legato alla fiscalità generale, risente profondamente dell’attuale crisi economica, diventando insostenibile dal punto di vista delle risorse.
I sudditi di Elisabetta hanno approvato da poco una riforma (come ci riferì in anteprima il nostro Presidente Regionale SNAMI, dr. Giorgio Massara) in cui la medicina territoriale diventa centrale rispetto all’ospedale, anzi, le ASL e le competenze regionali verrebbero abolite per ridurre l’invadenza della politica.
Insomma, è in atto una rivoluzione copernicana che parte, neanche a farlo apposta, proprio dal Paese che gettò le basi dei moderni sistemi sanitari nazionali occidentali, partendo dal principio che la sanità non può essere più “ospedale centrica” (mi si perdoni il brutto neologismo), troppo costosa, ma che si organizzi in forma capillare ed efficiente in una medicina territoriale moderna, nella quale il medico di Famiglia, e la continuità assistenziale, abbiano un ruolo di primo piano.
Perché a Milano, ed un po’ in tutto il Centro-Nord, la Medicina Generale (Assistenza Primaria e Continuità assistenziale) non riscuote l’interesse delle nuove generazioni di Colleghi? Perché vanno deserte le zone carenti? Si immagina, a ragione veduta, che tale crisi possa interessare, se non oggi, nell’immediato futuro, anche le nostre Regioni meridionali.
Ebbene, va ripensato alla radice il nostro welfare sanitario: bisogna rendere interessante e gratificante l’attività di Medicina generale alle nuove generazioni di Colleghi, immaginando un sistema che dia all’ospedale l’onere della diagnosi e cura delle acuzie non differibili, e al territorio l’onere della diagnosi, cura ed assistenza globale della cronicità e degli interventi minori, senza intermediazioni, senza la politica e laccioli burocratici (Asl e Regioni).
Il nostro Sindacato è impegnato in una grande discussione, a tratti anche tesa, ma certamente molto passionale, per esporre un progetto analitico, efficiente e, soprattutto, gratificante sia per il personale sanitario che per il cittadino-ammalato. Non possiamo stare più fermi, non possiamo sempre guardarci l’ombelico, siamo in un’epoca di grandi trasformazioni che richiedono impegno e costanza per non lasciarsi trovare impreparati di fronte alle nuove sfide che interessano la Professione medica ed il concetto stesso di fare Sindacato: bisogna governare il cambiamento ed essere pronti a ridiscutere alla radice le ischeletrite certezze e l’indifendibile status quo.
Antonio Merola

S. Maria C.V., 30/03/2012       




                                                Antonio Merola 
                                     
                                                                                                                                            

venerdì 23 marzo 2012

SNAMI : le proposte per gli ambulatori distrettuali

Di seguito si porta all'attenzione dei colleghi la proposta dello SNAMI per gli ambulatori distrettuali, in risposta alla richiesta del Governo, presentata agli Stati Generali della Medicina Generale di Sabato sorso, 17 marzo. E' disponibile, per gli iscritti che la volessero richiedere al seguente indirizzo: snamicaserta@gmail.com , la versione in ppt. Saremo lieti di inviarla.
Pasquale Orlando




            BOZZA PROGETTO SNAMI AMBULATORI DISTRETTUALI


•         BREVE RIPASSO:
•          
•         NEL WORKSHOP DI MASSA LUBRENSE ABBIAMO ASSISTITO A DELLE RELAZIONI SUI SEGUENTI ARGOMENTI:
•         strutturazione del territorio
•         ruolo giuridico del medico di medicina generale
•         ruolo del medico di medicina generale nella governance clinica
•         libera professione e medicina generale
•         medicina generale ed emergenza – urgenza nel territorio
•         domiciliarità e patologie croniche
•         qualità delle prestazioni in medicina generale
•         specializzazione e medicina e generale
•          
•         L'IDEA ERA QUELLA DI APRIRE UNA FINESTRA SUL MONDO SNAMI E SU COSA PENSASSERO I DIRIGENTI SUL RUOLO E LE FUNZIONI DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE IN ITALIA.



•         OBIETTIVI NEL BREVE TERMINE

•         QUELLO CHE, PERO', ADESSO E' IMPORTANTE E' METTERE INSIEME LE MIGLIORI PROPOSTE, IN TERMINI DI ORGANIZZAZIONE DEL TERITORIO, IN MODO DA CONFEZIONARE UNA PROPOSTA SERIA, CONCRETA E IN LINEA CON IL CONTRATTO NAZIONAE, CHE PERMETTA DI PRESENTARCI CON UNA PIATTAFORMA PRATICA, NON IDEALMENTE ASTRATTA, CHE POSSA FARCI IDENTIFICARE IN MODO INCONTROVERTIBILE, TENENDO BEN PRESENTE LE IDEALITA' DEL NOSTRO SINDACATO.
•         A MIO AVVISO I SETTORI DELLA MEDICINA DEL TERRITORIO NON POSSONO PIU' MARCIARE COME SE FOSSERO DEI COMPARTIMENTI STAGNI. E' ANACRONISTICO, ALLA LUCE DI QUANTO STA ACCADENDO NELLO SCENARIO DEL SSN.
E' DI IERI LA DICHIARAZIONE DELMINISTRO BALDUZZI,CHE IN RISPOSTA ALLE LAMENTELE PER I PRONTO SOCCORSO AFFOLLATI, HA DETTO CHE I MMG DEVONO FARE DI PIU' E CHE, PER QUESTO, DEVONO ESSERE PRONTI ALLE H 24!.
COME AL SOLITO, INVECE DI AFFRONTARE SERIAMENTE IL PROBLEMA, ANCORA UNA VOLTA SI PUBBLICIZZANO DEGLI SLOGAN, SUI QUALI NON SI PUO' NON ESSERE D'ACCORDO, SALVO ,POI, ACCORGERSI CHE, IL TANTO DECANTATO POTENZIAMENTO DELLA MEDICINA DEL TERRITORIO, ALTRO NON E' CHE IL TENTATIVO DI SEPPELLIRE IN UN MARE DI BUROCRAZIA GLI OPERATORI
•         NOI, A MIO AVVISO, DOBBIAMO PARLARE DI CLINICA, PRESA IN CARICO ED EFFETTIVA IMPLEMENTAZIONE DELLE CAPACITA' OPERATIVE DEL SISTEMA , CON L'INTEGRAZIONE DELLE FIGURE CHE VI OPERANO IN UN OTTICA DI INTERAZIONE FRA PARI, NELLA QUALE IL MMG, SIA , AD UN TEMPO, IL MEDICO DI FIDUCIA CHE CONOSCIAMO E IL COORDINATORE DEI PERCORSI CLINICI PER FARE PREVENZIONE, DIAGNOSI E CURA.


•         ORGANIZZAZIONE
•          
•         SI DEVE PARTIRE DA QUANTO GIA' COSTRUITO IN TERMNI DI PROPOSTE E PROGRAMMARE, IN LINEA CON IL CONTRATTO NAZIONALE, UN MODELLO INTEGRATO NEL QUALE SIA DATO SPAZIO A QUESTO CONCETTO, PORTANDO  NEL TERRITORIO L'IDEA DEL MMG “REGISTA” DEL MODELLO ASSISTENZIALE
•         ASSISTENZA H24 IN FUNZIONE DELL'URGENZA: ATTREZZATURE, CONSULENZE, INVESTIMENTI;
•         MANTENIMENTO DEL RAPPORTO DUALE MEDICO – PAZIENTE COME ASSE PORTANTE DELLA STRUTTURAZIONE DEL TERRITORIO, MEDIANTE L'ADOZIONE DEL MODELLO “ CON SEDE DI RIFERIMENTO”, PREVISTO DALL'ACN NAZIONALE VIGENTE CHE ABBIAMO FIRMATO;
•         MODALITA' DI INTERAZIONE E COLLABORAZIONE, NELLA SEDE DI RIFERIMENTO, CON I COLLEGHI DEL TERRITORIO OPERANTI ( MMG, C.A., EMERGENZA, SPECIALISTICA)
•         QUESTO PUO' ESSERE UN CANOVACCIO, APERTO ALLE VOSTRE CONSIDERAZIONI, SU CUI LAVORARE. NON POSSIAMO PERDERE DI VISTA CHE, A CAUSA DEL BLOCCO DEI RINNOVI CONTRATTUALI, ABBIAMO CIRCA UN ANNO E MEZZO ( SITUAZIONE POLITICA PERMETTENDO) PER ELABORARE UNA NOSTRA PIATTAFORMA.
•         SAREBBE VERAMENTE FOLLE NON APPROFITTARNE.
•         DOBBIAMO USCIRE DAL GUSCIO, SCUOTERCI, PRENDERE ATTO DELLA REALTA', ADEGUANDOCI AD ESSA, E CERACRE DI DISEGNARE UNO SCENARIO CHE, NELL'AMBITO DI QUELLO CHE SI E‘ ANDATO CONCRETIZZANDO NEL SSN, CI CONTRADDISTINGUA IN MODO CHIARO E NETTO.
•         SOPRATTUTTO LO DOBBIAMO AI COLLEGHI CHE OPERANO NEL TERRITORIO , CHE NON POSSONO PERDERE DI VISTA LA LORO IDENTITA' O , PEGGIO, VEDERSI RIDOTTI A PURI COMPRIMARI ED ESECUTORI DI ORDINI, COME ALTRE SIGLE STANNO CONTRIBUENDO A FARE, PIU' O MENO COSCIENTEMENTE.

•         PUNTI DI RIFLESSIONE

•         GESTIONE INTEGRATA CON LE SPECIALITA' DEL TERRITORIO DELLE CRONICITA' ( PER ESEMPIO: DIABETE, IPERTENSIONE, CARDIOPATIE NON COMPLICATE, BPCO, ASMA, T.A.O. ECC.) ;
•         IL MMG GESTISCE IN PRIMA PERSONA L'EVOLUZIONE DELLA PATOLOGIA E RICHIEDE, ATTRAVERSO PERCORSI CONDIVISI, L'ASSISTENZA SPECIALISTICA NECESSARIA, GUIDANDONE GLI STEP SUCCESSIVI CON IL COLLEGA;
•         LADDOVE NE RAVVISI LA NECESSITA', DEVE POTER USUFRUIRE DI ACCESSI DEDICATI PRESSO L'OSPEDALE PER PARTICOLARI SITUAZIONI CRITICHE A SUO GIUDIZIO;
•         USUFRUIRE DI STRUTTURE DISTRETTUALI, PER GESTIRE LA FASE CRITICA, DIAGNOSTICO-TERAPEUTICA, DEI PAZIENTI CRONICI IN ASSISTENZA DOMICILIARE, IN APPOSITI SPAZI DEDICATI PRESSO LE STRUTTURE DI CUI SOPRA ;
•         ATTREZZARE DEI PUNTI DI PRIMO INTERVENTO DISTRETTUALI PER LA RISOLUZIONE DELLEPROBLEMATICHE LEGATE AD EVENTUALI URGENZE CHE DOVESSERO MANIFESTARSI DURANTE LE ORE DIURNE, GESTITI DAI COLLEGHI DELLA CONTINUITA' ASSISTENZIALE

SISTEMA DI MEDICINA TERRITORIALE

•         POTREBBE ESSERE IL NOME DEL PROGETTO S.N.A.M.I.
•         PARTE DA DUE CONSIDERAZIONI ALLA BASE DEL VECCHIO ME.DI.CO.
•         ESSE SONO:
•         1) RIAPPROPRIAZIONE DELLA CRONICITA’
•         2) GESTIONE DELLE URGENZE
•         RIAPPROPRIAZIONE DELLA CRONICITA’
PARTENDO DALLE AGGREGAZIONI FUNZIONALI TERRITORIALI PREVISTE DAL VIGENTE  ACN SI POTREBBE IPOTIZZARE LA PRESENZA, NELL’MBITO DI UNA STESSA A.F.T., DI DUE GRUPPI DI AMBULATORI DISTRETTUALI ( NELLE STRUTTURE DISTRETTUALI CON SERVIZI E PERSONALE  A CARICO DEI DISTRETTI) CHE RACCOLGANO DA 10 A 15 MEDICI DI ASSISTENZA PRIMARIA.
•         RIAPPROPRIAZIONE DELLA CRONICITA’
•         Gli Ambulatori distrettuali ( AD) si occuperanno di trattare in collaborazione con gli specialisti di branca:
•         Diabete mellito non insulino dipendente (diabetologi)
•         ipertensione arteriosa (cardiologi)
•         BPCO (pneumologi)
•         terapia del dolore (ortopedici, fisiatri e reumatologi, oncologi) RIAPPROPRIAZIONE DELLA CRONICITA’
•         Ogni medico sarà presente in AD  per almeno cinque ore a settimana.
•         L’AD dovrà avere la presenza di un medico nell’arco orario 8-14  14-20 dal lunedì al venerdì, prefestivi e festivi esclusi.
•         L’AD , essendo all’interno di strutture del SSN dovrà essere integrato dagli ambulatori delle branche specialistiche seguenti:
•         cardiologia
•         neurologia
•         ortopedia
•         fisiatria
•         diabetologia
•         pneumologia
•         laboratorio analisi
•         radiologia
•         chirurgia

SISTEMA DI MEDICINA DISTRETTUALE

•         RIAPPROPRIAZIONE DELLE CRONICITA’
•         Per ogni una delle 4 branche di assistenza verrà stilato un calendario mensile con le ore di disponibilità del medico.
•         Ogni medico consegnerà all’AD copia delle cartelle cliniche dei propri pazienti inseriti nelle 4 branche.
•         Il personale amministrativo si curerà di contattare i pazienti per invitarli a visita con la periodicità stabilita.
•         Il personale infermieristico si occuperà di effettuare tutte le procedure previste dal proprio mansionario e stabilite con l’AD. (misurazione pressione arteriosa, prelievo ematico, misurazione della saturazione O2, controllo peso, altezza e giro vita, calcolo del BMT.
•         Il medico seguirà i propri pazienti e, previo accordo con i componenti dell’AD, i pazienti facenti capo al gruppo di lavoro dell’AD
•         Per ogni paziente il medico effettuerà i controlli, le misurazioni e le prescrizioni terapeutiche previste dall’accordo.

SISTEMA DI MEDICINA TERRITORIALE

•         Otorinolaringoiatria
•         RIAPPROPRIAZIONE DELLE CRONICITA’
•         Il medico di assistenza primaria nell'ambito del piano di interventi:
•         ha la responsabilità unica e complessiva del paziente;
•         attiva le eventuali consulenze specialistiche, gli interventi infermieristici e sociali programmati;
•         RIAPPROPRIAZIONE DELLE CRONICITA’
•         I medici presenti in AD svolgeranno anche visite ambulatoriali di urgenza per i pazienti catalogati come codici bianchi, appartenenti ai medici componenti l’AD.
•         Per ogni una delle 4 branche si istituirà un tavolo di confronto regionale tra MMG e specialisti di branca per definire le linee guida ed i protocolli di attività
•         GESTIONE DELLE URGENZE
•         Punto critico , sotto i riflettori di questi giorni. Nel Sistema di Medicina Territoriale, i medici di Contininuità Assistenziale oltre ad assicurare la continuità dell’assistenza, nei giorni pre-festivi, festivi e nei notturni, garantendo le urgenze  domiciliari ed ambulatoriali, collaboreranno nell’assistenza diurna negli A.D., su un piano di parità con i medici di Assistenza Primaria presenti, secondo un orario giornaliero h12 ( 8,00 – 14,00; 14,00 – 20,00) ed assicureranno, allo stesso tempo le urgenze esclusivamente ambulatoriali dei pazienti afferenti all’A.D.
•         GESTIONE DELLE URGENZE
•         Negli stessi A.D., o nelle immediate vicinanze, saranno allocati i Presidi di Emergenza Territoriali ( o punti di Primo Intervento), opportunamente attrezzati e dotati di mezzi di soccorso ( ambulanze, auto mediche ecc.) dove i medici dell’EST, monitoreranno, tratteranno o trasferiranno negli Ospedali, eventuali emergenze differibili ( codici verdi) che interverrano durante le h 24.
•         Agli stessi Presidii potranno afferire eventualmente pazienti, visitati per urgenze negli A.D., sia di giorno che di notte.
•         GESTIONE DELLE URGENZE
•         Un sistema flessibile, che risponde alle esigenze che ci vengono chieste: h 24;
•         Presa in carico dei cronici
•         Filtro per le urgenze – emergenze territoriali
•         Salvaguardia del rapporto medico – paziente
•         Costi economici accettabili
•         Rivalutazione professionale della Medicina Generale in tutte le sue componenti
•         Rispetto  della normativa contrattuale vigente.